mercoledì 25 marzo 2009

SARA COSTA, DOVE LA METTI STA...


Di sacrifici ne sta facendo davvero tanti, Sara Costa. L’atleta della Tirreno Power si sta mettendo in mostra in questo difficile campionato, la serie C appunto, grazie soprattutto alla sua duttilità. Buon per Marco Frasca. Il coach rossoblu in un momento d’emergenza (vedi Paolini e De Angelis, in infermeria) l’ha scelta quale “alter ego” in caso di codice rosso. Non ancora ventunenne, Sara è impegnata su due fronti, scuola in primis (frequenta l’università infermieristica) poi il divertimento della pallavolo. Dopo la lunga trafila delle giovanili, iniziata a otto anni col mini volley, eccola a contatto con la prima squadra.

Una formazione così giovane, può ritenersi la rivelazione del torneo?
“Non credo. E’ un campionato difficile, con molte squadre che si equivalgono. Rivelazione sinceramente mi sembra una parola grossa. Siamo una formazione unita.
La Tirreno Power, visto le ultime prestazioni, gode di ottima salute. Merito di chi?
“Dei consigli giornalieri di Frasca e Sansolini, due allenatori davvero saggi. e poi del nostro lavoro. sempre a testa bassa alla ricerca della perfezione”.
Sara Costa scoperta jolly: da opposto a centrale. In difficoltà o senso pratico?
“Sicuramente difficoltà ci sono state all’inizio. Cambiare ruolo da un giorno all’altro non capita tutti i giorni. Mi sono sacrificata, non lo nascondo, ma se è servito alla squadra, l’ho fatto volentieri. Mi hanno insegnato che nei momenti difficoltosi bisogna adattarsi a tutto. Io, in particolare ci metterò del tempo. Credo comunque di stare a buon punto”.
Play off è l’obiettivo primario della società. Cosa a portata di mano o difficoltosa?
“Il campionato è un continuo altalenare di formazioni che passano dalla zona play out a quella play off. Con una classifica molto corta, tutto è possibile. Dipenderà tutto dagli scontro diretti. Poi tutto quel che verrà in più sarà ben accetto”.
Fantasticando: cambierebbe ancora ruolo in cambio di un possibile secondo posto?
“E’ il concetto di squadra che conta. Stiamo parlando di fantasia, per fortuna. Se servirà ancora, sarò in prima linea. Si accetta tutto anche perché tra noi ragazze c’è una forte amicizia che ci lega e il motto una per tutte, tutte per una, non va tradito”.

L'AURELIANO DEI GIOVANI



Dopo gli ottimi risultati ottenuti dalla serie C maschile, l’Aureliano Tennis sorride per le positive performance delle squadre giovanili. Nell’under 10, infatti, Lavinia Bollo conquista la finale del torneo alla Borghesiana (del circuito nazionale Topolino) e la semifinale al Ttk Warrior tour del Verde Roma. Per la Bollo uno score niente male: in sette giorni ha disputato nove match e senza perdere neppure un set. Martedì scorso, in semifinale, si era presa una rivincita (7/6; 6/1) su Sara Santini (vincente sulla civitavecchiese meno di un mese fa). Non passava nemmeno un’ora e Lavinia tornava in campo liquidando (7/5; 6/3) anche Irene Vitali (numero due del seeding). La tennista dell’Aureliano ormai in stato di grazia, portava in porto una gara nervosa e piena di contestazioni. Ora la Bollo è attesa da due incontri sulla carta molto complessi, con la medesima avversaria, la Giovanardi, che in questo periodo della stagione sembra essere la l’Under 10 più forte del Lazio. “Seguiamo Lavinia da circa tre anni – dichiara il presidente dell’Aureliano, Carlo Oroni – e la bambina ha evidenziato grandi doti di grinta e spirito di lavoro appena un anno fa. Da quel momento è iniziato il vero e proprio percorso agonistico. Quest’anno abbiamo già conquistato i quarti al torneo internazionale del Lemon Bowl e adesso in una sola settimana questi risultati di prestigio, il merito è soprattutto dell’allieva ma anche del lavoro che ogni giorno viene svolto sui nostri campi. Dopo solo una settimana dalla vittoria di Agostini al torneo Babolat del Panda possiamo già provare a fare il bis. Inoltre la nostra scuola in questo momento ha 7/8 elementi di caratura regionale e alcuni di livello nazionale. Li alleniamo dai primi passi, quando avevano cinque anni, fino a portarli in prima squadra il tutto collaborando con le famiglie e con la scuola. Siamo entusiasti di questo anno – conclude la massima carica del circolo di via Montanucci - appena iniziata che se pur funestato dal maltempo non ha impedito che le nostra scuole, unici centri tecnici della Federazione Tennis sul territorio potessero riempirsi come mai di allievi e di giovani promesse”. Intanto a Santa Marinella sono terminate le assegnazioni delle borse di studio. Dopo avere monitorato tre scuole elementari con oltre 500 allievi l’Aureliano sta per comunicare l’esito delle borse di studio che assegnate dalla FIT permetteranno a due bambini della cittadina tirrenica di frequentare un anno intero di tennis gratuitamente, L’Aureliano ha ottenuto per il secondo anno ben 5 borse di studio (3 verranno assegnate a Civitavecchia) essendo l’unica associazione d’Italia che usufruisce di questa possibilità in questi numeri. La dirigenza si dice orgogliosa di tale fiducia. Fiducia ben ripagata: oltre 300 tesserati, 9 squadre giovanili, 3 di serie D e la serie C maschile che sta dominando il proprio campionato testimoniano che l’operazione in provincia (in una delle associazioni più importanti d’Italia), senza dimenticare il Gran Prix del Mare che con il suo nuovo sito sta candidandosi per divenire il più importante circuito d’Italia.

MIRKO MECOZZI, TUTTOFARE AL CSI


Sta andando a gonfie vele il 1° TROFEO TRICOLORE, torneo di calciotto targato Csi di cui ne è il principale responsabile Mirko Mecozzi. Un amico, un organizzatore perfetto e quant'altro di bene si possa dire a una persona che tra l'altro ha il gusto anche di arbitrare. E di fegato ce ne vuole davvero per queste categorie. Bravo Mirko, continua a farti rispettare!
Questi i risultati della terza giornata:
SAMPDORIA JUVENTUS 6-11
FIORENTINA NAPOLI 13-3
PISTOIESE INTER 4-2
Sulla scia di questi risultati, ecco la classifica provvisoria:
per una classifica che vede al primo posto
Pistoiese, Fiorentina, Napoli 6
Juventus, Milan, Roma, Chievo 3
Inter, Sampdoria 0

domenica 15 marzo 2009

GLI INTERNAZIONALI FEMMINILI ALLE PORTE


di CARLO GATTAVILLA

Si è messa in moto, e non da poco, la macchina organizzatrice del torneo internazionale femminile di tennis, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Una manifestazione divenuta ormai un appuntamento fisso della “primavera” civitavecchiese e che con certezza richiamerà il pubblico delle grandi occasioni. Teatro della kermesse, i campi in terra rossa del dopolavoro ferroviario di viale Baccelli. L’antipasto è servito dal presidente del circolo biancoverde. “Gli internazionali femminili – attacca Alfredo Cempella – inizieranno il sabato di Pasqua, giorno delle qualificazioni e si protrarrà per tutta la settimana santa. Quest’anno il ritardo è di quindici giorni ma la cosa che ci fa immenso piacere è che la Fit ci ha gratificato, in quanto, come da calendario, la manifestazione è subito a monte del torneo internazionale di Roma”. Si lecca i baffi, Cempella. “Ciò significa – sottolinea – che tutte le più brave giocatrici si fermeranno a Civitavecchia, per loro un ottimo allenamento, insomma. Sono sicuro che avremo una grossa partecipazione di tenniste tutte tra le prime 100 del mondo”. Si parla infatti del ritorno di Giulia Gabba e di una new entry, Camilla Giorgi. Per quest’ultima, il tennis club biancoverde, si vestirà da padrino, così come lo fu con Suarez Navarro (giunta in un anno al 35^mo posto della classifica mondiale).
Uno sguardo in alto, poi Cempella fa una smorfia di circostanza. “Il nostro miglior amico (o nemico) – sospira – sarà il tempo. Speriamo che in quella settimana ci sia davvero tanto sole per la tranquillità di tutti. Lo staff non ha nulla da imparare e quello che mi felicita è la presenza del nuovo assessore allo sport”. Anche quest’anno il torneo sarà denominato Tirreno Power. “Non saremo noi a curare l’immagine dell’intera manifestazione – precisa Cempella – ma una società che fa capo direttamente all’azienda che tanto ci è stata vicina nelle precedenti edizioni”. La massima carica del circolo tennistico locale è davvero un fiume in piena. “Saremo inseriti, tra l’altro – conclude – nei quindicinali di tennis a livello mondiale. Parleranno di noi le riviste Match Point e Tennis Italiano: davvero una bella pubblicità per la nostra città che vive ogni giorno di sport”.

PETITO L'ESPERIENZA AL SERVIZIO DELLA SRAL



Il mondo “targato” Sral può dormire sogni tranquilli, visto che ha in Roberto Petito, il suo angelo custode. La massima espressione del ciclismo civitavecchiese, terminata la carriera onoratissima, si sta dedicando con animo e passione allo sport delle due ruote, versione baby. Fu proprio Petito anni fa a tener a battesimo le società riunite dell’Alto Lazio (oltre a Civitavecchia anche Tolfa, Allumiere, Tarquinia e Ladispoli). “L’idea di riunire i gruppi di zona è stata vincente – spiega – in quanto sappiamo bene che l’unione fa la forza. L’impegno maggiore è stato preso dai dirigenti del Tolfa che stanno portando avanti il discorso. Noi di Civitavecchia collaboriamo nel miglior modo possibile sperando che un giorno si possa tirar fuori campioni del domani. Ad oggi però non ci sono prospettive: tolto Sestili, non abbiamo nessun altro professionista”. La delusione di Petito esplode man mano che il discorso va avanti. “I problemi partono dall’assenza di strutture adeguate – sottolinea l’ex ciclista della Liquigas – ed io aspetto invano un incarico comunale affinché si possa utilizzare, anche solo per gli allenamenti, la pista dello stadio. Quell’anello va sfruttato – rimarca Petito – e per questo il futuro non è roseo. Manca la materia prima e non essendoci strutture, è chiaro che i ragazzi si avvicinino ad altri sport che hanno impiantistiche migliori. Un plauso quindi va all’amministrazione di Tolfa che ha saputo, nel suo piccolo, organizzarsi e mantenere i ragazzi. La mia missione non si è conclusa. Lotterò fino alla fine per far sì che il ciclismo a Civitavecchia, non muoia definitivamente”.

IL TIRO AL VOLO CON D'ANIELLO



Il Tiro al Volo ha portato a Civitavecchia Francesco D’Aniello. Il campione italiano, medaglia d’argento alle olimpiadi di Pechino, ha infatti accompagnato 48 giovani leve provenienti da tutta Italia, in raduno a Civitavecchia, località Sassicari. E’ la prima uscita invernale in assoluto e la nostra città ha risposto in maniera positiva al richiamo dell’affascinante disciplina sportiva che, nonostante l’impopolarità, ha sempre regalato enormi soddisfazioni nelle manifestazioni a carattere mondiale. Teatro della conferenza stampa, il Sunbay Park Hotel, affollata da allievi ed ex medaglie d’oro del Tiro al Volo come Luciano Giovannetti (a Mosca e Los Angeles) oggi nelle vesti di commissario tecnico; e poi il coordinatore Alberto Di Santolo, il consigliere federale Italo Mastrangelo, il preparatore atletico Fabio Partigiani, e con loro, al tavolo presidenziale anche Riccardo Viola (figlio dell’indimenticato presidente della Roma), Gino De Paolis consigliere provinciale e Pierluigi Risi, fiduciario Coni. Non per nulla Francesco D’Aniello (nominato ambasciatore dell’etica nello sport assieme a Giulia Quintavalle, Francesco Postiglione, Mauro Sormiento, Gennaro Izzo, Davide Tizziano, Imma Cerasuolo e Antonietta Di Martino) ha successivamente incontrato gli alunni della scuola media Flavioni, finalizzando così la sua presenza a Civitavecchia. “Sono orgoglioso di essere qui – ha detto D’Aniello mentre alle sue spalle veniva proiettato il filmato relativo alla conquista della medaglia – in mezzo ai futuri campioni del Tiro al Volo, sicuramente prossime medaglie in forza nazionale italiana. Una iniziativa importante è che sarò testimonial nelle scuole, in particolare a Civitavecchia con la media Flavioni”.

Abbraccio fraterno tra Francesco D'Aniello e gli alunni della scuola media Flavioni: la classe 1E, in particolare, hanno voluto ricordare questo momento con dei cartelloni dove sono state riportate le emozioni dell'incontro a testimonianza della diffusione dei sani valori dello sport quali la lealtà, il rispetto, le regole, compagni e soprattutto avversari, amicizia, rispetto di ogni forma di violenza e discriminazione. Gli alunni della scuola media cittadina sono intervenuti con interesse ed entusiasmo in un ricco dibattito che ha portato ad un’unica soluzione: il gioco leale è sempre vincitore. E D’Aniello, tra le righe, ha ricordato ai presenti che la vittoria è stata dedicata a suo figlio. “Prima di partire per Pechino – ha raccontato il campione italiano – il mio bambino mi ha detto più volte di rompere tutti i piattelli, poi come ricordo speciale una grande ruspa. Ed io l’ho accontentato in entrambi i casi”. Non è mancato l’intervento del dirigente scolastico. “Con gli alunni e gli insegnanti della nostra scuola – ha detto Vincenza La Rosa – puntiamo a vincere i piattelli dell’amicizia, della solidarietà e della tolleranza. Vogliamo allontanare con tante simboliche ruspe, la violenza, la sopraffazione e soprattutto il bullismo”.

TERSIGNI SUONA LA CARICA


Continua la striscia positiva di risultati utili per il Civitavecchia che pur uscendo a testa alta dal campo della Lupa Frascati, rimane ancora invischiata nella lotta per non retrocedere. L’1-1 finale con i giallorossi, griffato da capitan Gagliardini (su calcio di rigore) premia in parte i nerazzurri di Paolo Caputo, raggiunti ora al penultimo posto della classifica generale del girone G del campionato di serie D, da Ferentino (vincente col Tavolara) Castelsardo (sconfitto dall’Astrea) e naturalmente Lupa Frascati. Nella barca diretta verso la salvezza, insomma, ci sono ben 7 squadre (oltre a Morolo, Astrea, e Guidonia) racchiuse in 4 punti, tenendo conto che il fanalino di coda Calangianus (11) è ormai spacciato. Lotta agguerritissima, a quanto pare. Ed è proprio su questo argomento, il presidente nerazzurro Umberto Tersigni (ospite gradito della trasmissione radiofonica Popolo Nerazzurro su Radio Stella Città) è uscito allo scoperto mettendo, come suo solito fare, bastone e carota.
“Un pareggio fuori casa fa sempre piacere – attacca il patron del Civitavecchia – certo che una vittoria ci avrebbe ancor più rallegrato. Io non ho assistito alla gara per motivi personali. Mi sono state riferite però belle parole in favore della squadra: ha lottato a viso aperto, ha avuto un pizzico di sfortuna facendo vedere miglioramenti sul piano del gioco”. A dirla tutta, la cura Caputo funziona e i numeri delle ultime giornate danno ragione al tecnico civitavecchiese. Il presidente rincara la dose. “E se quel tiro di Luiz Enrique fosse finito in fondo alla rete, staremmo qui a parlare di un’altra partita, sicuramente”. Storce il naso per i risultati arrivati dagli altri campi. “Le nostre dirette avversarie hanno fatto punti – sottolinea - e questo non è cosa buona. Vorrà dire che dovremmo lottare fino alla fine per scrollarcele di dosso”. Una pausa poi la classica bacchettata. “Quello che mi ha fatto arrabbiare – incalza Tersigni – è che si parla troppo in campo. L’ammonizione di Colombini, ad esempio, non stava scritta da nessuna parte e per quel giallo, domenica sarà appiedato. Posso capire i cartellini rivolti ai giovani, ancora inesperti e facili a cadere nelle trappole dei “volponi”, ma gli anziani del gruppo debbono cambiare atteggiamento, e non ditemi che Colombini sentiva la partita perché era un ex”. Il patron chiude con una critica. “Non capisco l’indifferenza degli spettatori – conclude l’editore di Rete Oro – la squadra ora sta andando bene, ha ritrovato l’armonia di un tempo e anche i risultati non sono male. Contro il Ferentino avevo aperto i cancelli del Fattori, con entrata gratuita, proprio per ritrovare il dodicesimo uomo. Evidentemente il messaggio non è arrivato. Però non posso affittare un pullman e andarli a prendere sotto casa. Vorrà dire che continueremo ad andare avanti grazie all’apporto dei nostri fedelissimi”.